Dopo un 2024 segnato da un rally significativo e da una correzione del 31% dai massimi, il titolo Uber si muove ora in una fase di consolidamento e lateralità. Ma secondo molti analisti, questo potrebbe essere il momento giusto per entrare. Il recente calo dei prezzi, dovuto a timori sulla concorrenza da parte dei veicoli autonomi di Tesla e Waymo (unità di Alphabet), potrebbe in realtà celare un’opportunità, scopriamo perché.
Uber: una crescita di lungo termine
Secondo Evercore, il mercato globale dei taxi autonomi, oggi stimato attorno a 1 miliardo di dollari, potrebbe superare i 2.000 miliardi nel prossimo decennio.
Anche se Uber dovesse guadagnare solo una fetta di questo mercato in espansione, il potenziale impatto sui ricavi sarebbe significativo. Attualmente collabora già con Waymo nelle città di Austin e Atlanta, offrendo tramite la propria app i servizi dei robo-taxi.
La piattaforma, presente su oltre 171 milioni di dispositivi, gode già di un’enorme base utenti e di una diversificazione che va oltre il ride-sharing con il food delivery con Uber Eats, la pubblicità e, potenzialmente, anche i viaggi.
Nel 2024 Uber ha registrato ricavi per 44 miliardi di dollari, metà dei quali provenienti dai servizi di trasporto e circa un terzo dal food delivery. Solo nel quarto trimestre, i ricavi sono aumentati del 20% su base annua. Per il primo trimestre del 2025, la società prevede una crescita delle prenotazioni lorde del 19%, un dato che potrebbe migliorare nei trimestri successivi con l’attenuarsi degli effetti del dollaro forte.
Il progetto "super app" e l’opportunità pubblicitaria
Uber mira a diventare una "super app", una piattaforma che includa trasporti, cibo, viaggi e servizi accessori. Anche se l’acquisizione di Expedia non è andata in porto, resta forte l’interesse ad ampliare la propria presenza nel settore travel, un segmento che faciliterebbe anche l’espansione del business pubblicitario.
La pubblicità rappresenta oggi solo una piccola parte dei ricavi di Uber, ma l’azienda ha già avviato iniziative che generano miliardi di dollari su base annua. Con un mercato pubblicitario digitale da centinaia di miliardi, anche una quota marginale acquisita da Uber potrebbe avere un impatto significativo.
Valutazioni interessanti e prospettive finanziarie
Attualmente il titolo Uber è scambiato a circa 20,4 volte il free cash flow atteso per il 2025, pari a 8,5 miliardi di dollari (+23% rispetto al 2024). Questo multiplo è solo leggermente superiore rispetto alla media dell’S&P 500 (15,9 volte), ma ben al di sotto del premio di 12 punti che Uber vantava negli anni passati.
Le stime prevedono un utile per azione di 3,06 dollari nel 2025 (in calo rispetto ai 4,56 del 2024, gonfiati da effetti fiscali straordinari), con una crescita attesa del 33% a 4,06 dollari nel 2026. Bank of America assegna al titolo un target di 95 dollari, circa il 32% sopra i livelli attuali.
Fonte: Trive.com/it
Noi attenderemo un possibile ritracciamento in zona 63,5$ per un ingresso di lungo periodo sulle azioni Uber con target finale la zona dei 95 dollari per azione, come proposto da Bank of America.
Rischi e opportunità
I rischi ovviamente non mancano: una recessione potrebbe rallentare il food delivery, mentre l'incertezza di una possibile contrazione economica potrebbe penalizzare i titoli ciclici. Tuttavia, secondo Morgan Stanley, ogni eventuale calo potrebbe rappresentare un’opportunità per investitori di lungo periodo.
In conclusione, Uber non è un semplice operatore del ride-sharing, ma una piattaforma tecnologica con ambizioni globali e solide prospettive di crescita. La transizione verso i robo-taxi, se ben gestita, potrebbe rappresentare un potente catalizzatore per il titolo nei prossimi anni.