Settimana di Banche centrali quella appena conclusa nel perimetro orientale europeo, il più vicino alla zona calda di guerra tra Ucraina e Russia. Sono stati rispettivamente gli istituti centrali di Ungheria e Repubblica Ceca ad annunciare le mosse di politica monetaria che in realtà si sono tradotte in un nulla di fatto con tassi invariati.
Come per altre Banche centrali, l’attesa è per capire l’evoluzione della guerra dei dazi e relativi impatti sulle varie economie. In particolare, per Ungheria e Repubblica Ceca la congiuntura della UE e i relativi futuri indirizzi di investimento sono cruciali per definire le aspettative di inflazione e crescita.
Forex: EUR/CZK ai minimi da giugno 2024
A Praga il costo del denaro è stato mantenuto al 3,75% dopo il taglio di febbraio. La ripresa economica rimane in pista trainata da consumi e spesa pubblica, ma visto il cambio di rotta dell’importante quanto “pesante” partner tedesco, è necessario adottare un atteggiamento cauto nel proseguire con il taglio dei tassi.
Una visione più "hawkish" del previsto ha accompagnato il comunicato finale della Banca centrale ceca con il rischio di ripresa dell’inflazione che preoccupa Praga nonostante i prezzi al consumo siano scesi al 2,7% a febbraio. Il mercato non si attende più di un taglio da 25 punti base nei tassi per il resto del 2025. Decisione che ha dato ulteriore spinta alla corona ceca con il cross EUR/CZK sceso ai minimi da giugno 2024.
Fiorino Ungherese: attese prese di profitto
Rimanendo sempre in Est Europa, a Budapest si è deciso di mantenere fermi i tassi di interesse al 6,5%. L’economia non sta certamente fornendo grandi soddisfazioni al Governo Orban e oltre tutto sono state tutte riviste al ribasso le previsioni di crescita per il 2025. L’isolazionismo di Orban nella UE non è ovviamente un fattore che gioca a favore del Paese. Anche in questo caso la Banca centrale ha ritoccato al rialzo le previsioni sull’inflazione che nel 2025 potrebbe spostare il suo raggio d’azione tra il 4,5%-5,1%.
Per EUR/HUF, dopo un periodo di importante indebolimento post triplo massimo in zona 415, si prospetta la ripresa del rialzo. I supporti di area 390/395 non sono lontani, ma soprattutto sono evidenti delle divergenze a livello grafico tra prezzi e oscillatori di ipervenduto ormai usciti da questa zona.

Da un anno a questa parte un EUR/HUF in territorio ipervenduto ha sempre coinciso con la formazione di un bottom primario e crediamo che anche questa volta il mercato coglierà l’occasione per prendere profitto sul fiorino e riportare stabilmente sopra 400 il rapporto di cambio con l’euro.