Il rame è una delle materie prime più utilizzate nell'economia. Il suo elevato impiego a livello industriale e nella transizione energetica lo rende prezioso al punto da essere considerato ormai un bene strategico.
Solitamente la domanda del metallo e il prezzo che ne deriva sono strettamente legati all'andamento dell'economia. Se quest'ultima cresce, ovvero le attività si sviluppano, aumenta anche la domanda di rame e quindi le sue quotazioni. Discorso opposto nel caso di un rallentamento delle attività economiche.
Ultimamente, però, i prezzi del rame sono più che altro connessi alla restrizione dell'offerta a livello mondiale rispetto a una richiesta sempre molto forte. Le grandi aziende minerarie investono poco nell'esplorazione di nuove miniere, in quanto ritengono tale processo dispendioso dal punto di vista del denaro investito e delle difficoltà a esso inerenti.
Quindi preferiscono la strada delle acquisizioni, per quanto spesso queste si scontrino con i muri delle approvazioni regolamentari. Le combinazioni con altre aziende tuttavia non aumentano l'offerta, ma la distribuiscono. Giocoforza, non risolvono il problema dell'impennata dei prezzi.
Questi sono anche collegati alla
minaccia dei dazi USA. Il presidente degli Stati Uniti
Donald Trump ha dato ordine quest'anno al Dipartimento del Commercio americano di avviare un'indagine in modo da vedere se esistono le condizioni per applicare tariffe generalizzate sul rame come è stato fatto già per acciaio e alluminio.
Ma chi sono oggi i principali Paesi produttori di rame a livello mondiale? Ecco una classifica dei primi dieci elaborata dall'U.S. Geological Survey che si riferisce all'anno 2023.
Cile
Il Cile è il più grande produttore globale, con 5 milioni di tonnellate estratte. Grazie al gigante statale Codelco, il Paese sudamericano detiene circa il 30% della produzione globale e il rame rappresenta circa il 90% delle sue esportazioni minerarie in tutto il mondo.
Perù
Al secondo posto troviamo il Perù, con 2,6 milioni di tonnellate. Per il Paese la produzione di rame è una colonna portante dell’economia, contribuendo in maniera significativa alle esportazioni e alle entrate statali. Tuttavia, la privatizzazione delle estrazioni minerarie ha sollevato numerose critiche nella nazione, caratterizzata da un contesto di instabilità politica e divisioni profonde.
In particolare, la Cina ha messo le mani sullo sfruttamento delle risorse territoriali. Da segnalare il progetto Las Bambas, uno dei più grandi al mondo nel settore del rame. Situate nella regione di Apurímac, le riserve stimate superano i 7 milioni di tonnellate. La produzione è iniziata nel 2016.
Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo occupa il terzo posto con un'estrazione complessiva di 2,5 milioni di tonnellate di rame. Anche qui si registra l'ombra lunga della Cina per lo sfruttamento delle risorse.
Negli anni sono state sollevate grandi polemiche per la questione del lavoro minorile e del mancato rispetto dei diritti umani. Da segnalare comunque Kamoa-Kakula, un deposito sotterraneo di rame di livello mondiale, di alta qualità e a basso contenuto di carbonio.
Cina
La Cina è quarta della classifica, con 1,7 milioni di tonnellate di rame prodotto. La seconda superpotenza economica mondiale è affamata di rame, indispensabile per far crescere la sua economia. Si stima che entro il 2027, Pechino potrebbe aggiungere un ulteriore 45% alla sua produzione complessiva.
Stati Uniti
In quinta posizione stazionano gli Stati Uniti, con 1,1 milioni di tonnellate. Il Paese comunque dipende per quasi la metà dalle importazioni in relazione al consumo che ne fa. Da qui l'indagine del Dipartimento del Commercio per valutare l'introduzione di tariffe commerciali orientate a privilegiare la produzione interna.
Russia
Sesto posto per la Russia, che vanta una produzione di 0,9 milioni di tonnellate. La potenza economica guidata da Vladimir Putin è anche un grande esportatore, ma dopo l'invasione dell'Ucraina è stata colpita dalle sanzioni sui metalli. Questo significa che ha dovuto spostare la fornitura dai Paesi occidentali ad altre destinazioni, tra cui la Cina.
Australia, Indonesia e Zambia
Al settimo posto troviamo appaiate Australia, Indonesia e Zambia che hanno effettuato una produzione di 0,8 milioni di tonnellate. Una delle più grandi miniere di rame australiano è la Olympic Dam, di proprietà del gigante minerario del Paese BHP.
Recentemente l'Indonesia ha accettato di rilasciare un'estensione del permesso di esportazione di rame alla società mineraria Freeport Indonesia per i prossimi sei mesi.
Quanto allo Zambia, è stato scoperta lo scorso anno l'area del giacimento di Mingomba, nella provincia di Copperbelt, che si estende in lunghezza per circa 450 km e in larghezza per 260 km. Si tratta di una delle più grandi miniere di rame del mondo.
Messico
Chiude la classifica il Messico, che ha estratto 0,7 milioni di tonnellate di rame. Il Paese nordamericano è uno tra quelli più nel mirino dei dazi di Trump, vista la vicinanza con gli Stati Uniti e le grandi importazioni USA dalle aziende che operano in Messico.