Tra gli asset che finiranno sotto l'attenzione degli investitori dopo la definizione dei dazi americani ci sarà sicuramente il cambio
USD/JPY. Da alcuni giorni le quotazioni della coppia di valute oscillano intorno alla soglia psicologica di 150, nell'attesa che dalla Casa Bianca si abbia un quadro più chiaro sulle tariffe.
Questa sera alle 22 italiane, in occasione di un evento al Rose Garden, il presidente degli Stati Uniti
Donald Trump renderà noto quali saranno i dazi reciproci annunciati nei giorni scorsi e ufficializzerà i prelievi generalizzati sulle auto. A fare la differenza sarà probabilmente l'entità della misura. Quanto più i dazi saranno aspri, tanto maggiore sarà l'agitazione nei mercati finanziari.
Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha avvertito oggi di un possibile colpo alla crescita globale dai provvedimenti di Trump, il che secondo gli analisti potrebbe influenzare la rapidità con cui la Banca centrale aumenterà i tassi di interesse quest'anno. Tutto ciò inevitabilmente finirà per avere un impatto sull'USD/JPY.
Sull'altra sponda, ci sarà da considerare il comportamento della Federal Reserve. La politica commerciale aggressiva di Trump rischia di far precipitare in recessione l'economia americana; di conseguenza, la Fed potrebbe accelerare il taglio del costo del denaro. Recentemente, gli economisti di Goldman Sachs hanno alzato le previsioni delle sforbiciate nel 2025 da due a tre, citando proprio i dazi come fattore determinante.
Tuttavia, molto dipenderà dall'impatto che le tariffe avranno sulle grandezze macroeconomiche. Già questa settimana, gli investitori drizzeranno le antenne sui dati relativi all'occupazione statunitense, che verosimilmente daranno un indizio importante sullo stato di salute dell'economia a stelle e strisce.
USD/JPY: Goldman Sachs prevede un calo a 140
In questo intreccio di politiche monetarie tra BoJ e Fed, si determinerà il destino dello yen e del dollaro USA nel 2025. Kamakshya Trivedi, responsabile dei cambi globali, dei tassi di interesse e della strategia dei mercati emergenti di Goldman Sachs, prevede che l'USD/JPY scivolerà a 140, ovvero ai minimi dell'anno.
A suo giudizio, gli investitori rafforzeranno al domanda di asset più sicuri - quale sarebbe lo yen in questo momento - con il nervosismo per la crescita degli Stati Uniti e i dazi commerciali. "Lo yen tende a fare meglio quando i tassi reali e le azioni negli Stati Uniti scendono insieme", ha detto nel corso di un'intervista. "La valuta giapponese rappresenta una copertura più attraente per la visione al ribasso sulla crescita americana di quanto non abbia fatto per un po' di tempo".
L'esperto considera cruciali i dati sul mercato del lavoro USA di venerdì, perché "se sorprenderanno al ribasso, questo sarà un punto focale molto più importante per gli investitori del mercato FX e in generale per gli investitori del mercato globale, molto concentrati sulle prospettive di crescita degli Stati Uniti". E per questo, "lo yen è un'ottima copertura".
Anche lo strategist di Bloomberg, Mark Cranfield, ha una visione ribassista sull'USD/JPY. "Il percorso discendente del dollaro-yen sarà guidato dalla riduzione degli spread di rendimento con i Treasury, dopo che la Banca del Giappone ha annunciato che ridurrà gli acquisti di obbligazioni a lungo termine nel prossimo trimestre", ha detto.